Il Trip Sitter ideale


Il viaggio psichedelico

L’assunzione di funghi magici, o di qualsiasi sostanza psichedelica in genere, ti mette a confronto con una percezione di te stesso e della realtà molto diversa da quella che hai sperimentato finora nella tua vita. L’esperienza psichedelica è unica e non può essere confrontata con nessuna sostanza o droga non psichedelica, sono letteralmente mondi a sé stanti senza nessun punto di contatto.

Avere esperienza d’uso di alcol, cannabis o cocaina non è un riferimento che ti permetta di pensare che sai cosa significa fare un’esperienza psichedelica, sono alterazioni dello stato di coscienza che non hanno nessun punto di contatto tra loro, sono completamente diverse. È necessario sottolineare questa differenza per evitare di affrontare con leggerezza un viaggio interiore che potrebbe spaventare e disorientare in modi inimmaginabili.

Di qualsiasi sostanza o droga serve assolutamente conoscere le informazioni relative alle quantità e alle modalità di assunzione, così come le eventuali controindicazioni individuali, conoscere questi aspetti è indispensabile per tutte, ma poi le sostanze psichedeliche richiedono in più di avere esperienza, cosa che si acquisisce nel tempo, in parte studiando ma principalmente facendo pratica.

Le regole e l’esperienza

L’inevitabile mancanza di esperienza delle prime volte può essere compensata dalla presenza di qualcuno che abbia esperienza e che possa sostenere e guidare soprattutto durante i primi viaggi. Ma è davvero così? Non sono così convinto che sia una soluzione fattibile e che affronti e risolva eventuali problemi che si possono incontrare durante un viaggio psichedelico. Questi problemi sono quasi sempre causati dall’ignorare le regole di base che bisogna conoscere e rispettare prima di assumere qualsiasi sostanza.

Cos’è un trip sitter?

È quello che assiste una persona durante la preparazione di un’esperienza psichedelica. Lo aiuta nella preparazione, è presente – o anche solo disponibile nei paraggi – durante l’esperienza e idealmente lo assiste anche nella successiva fase di integrazione.

Il sitter ideale dovrebbe avere tante e tali qualità che nella realtà non è facile trovarlo, ed è a questo sitter perfetto che si fa riferimento quando si dice che dovrebbe essere sempre presente, specialmente durante i primi approcci alle sostanze psichedeliche.

Come dovrebbe essere questo sitter perfetto? La prima cosa è che dovrebbe essere un buon amico e sicuramente deve avere una solida esperienza di utilizzo di queste sostanze. Gli serve anche una sufficiente sensibilità per capire che come sitter sono più le cose che non deve fare di quelle che deve fare. Sì, la sua presenza centrata e tranquilla è la qualità più richiesta per aiutare chi si trovasse a vivere un momento di difficoltà, che spesso ha solo bisogno di sapere che non è solo.

Quali sono le qualità ideali di un trip sitter? Esperienza dicevamo, poi pazienza, calma e disponibilità, inoltre gode della fiducia del viaggiatore e sa che cosa vuole ottenere dall’esperienza; conosce bene la sostanza, sa di psicologia, è un buon osservatore e si mantiene equilibrato nelle situazioni difficili. Infine dispone di abbastanza tempo libero per essere presente in tutte le fasi, dalla preparazione all’integrazione post viaggio.

Ma non è finita, assistenza adeguata significa anche essere in grado di risolvere una crisi psicotica o affrontare un partecipante che sia diventato paranoico proprio nei suoi confronti, o che magari dà in escandescenze creando pericolo per sé e per gli altri. Contenere le intemperanze psichedeliche di qualcuno è un compito che richiede anche forza fisica e a volte la presenza di più persone. Questa è la situazione più difficile che può capitare durante un viaggio – oltre a quelle che si potrebbero verificare a causa di seri problemi di salute.

Comincia a diventare chiaro che il lavoro più importante per evitare i problemi è, anche in questo caso, la prevenzione. Il lavoro più importante si fa prima del viaggio, non durante, è nella preparazione che si fanno le scelte che permettono di non avere problemi poi. Ma anche se hai fatto tutto bene i problemi possono arrivare lo stesso. In questi casi, al di là degli interventi specifici che sono sempre rivolti a evitare o contenere i danni per chiunque, il sitter deve anche saper distinguere tra sintomi normali e sintomi potenzialmente pericolosi per la salute e l’integrità psico fisica della persona

In caso di dubbi non deve esitare a chiamare i servizi medici di emergenza piuttosto che far incorrere le persone in danni alla salute o peggio. A meno che non sia lui stesso un medico, che probabilmente ne farebbe il miglior sitter che potremmo desiderare.

Tu conosci una persona che abbia tutte queste caratteristiche? Io sinceramente no, magari trovi alcuni di questi requisiti, ma molti tra i più utili spesso mancano. Dobbiamo essere pragmatici, un conto è la situazione ideale, diverso è guardarsi intorno e scoprire che nessuno di quelli che conosci sarebbe in grado di essere un sitter capace di assisterti adeguatamente. Ma forse la soluzione è più semplice di quello che si potrebbe pensare, il sitter perfetto in realtà esiste, lo vediamo meglio più avanti.

Serve avere un trip sitter?

La mancanza di esperienza rende utile un supporto, ma quello che non è accettabile è affrontare le sostanze psichedeliche senza essersi informati in prima persona. Non si può delegare ad altri quello che ci riguarda così direttamente, l’assunzione di responsabilità è un esercizio da praticare costantemente in tutti gli ambiti della vita.

Detto questo, il trip sitter è davvero indispensabile? Nel mio libro dico che sarebbe meglio averlo, così come potrai leggere lo stesso ovunque sulla rete, ma dato che il sitter ideale è una chimera, come fare in pratica? Come sempre “si sta con quello che c’è”. Se hai un sitter, usalo, altrimenti meglio fare da soli. Potrebbe sembrare un’affermazione in controtendenza, e lo è, ma se ci pensi bene potrai accorgerti che le cose stanno proprio così.

Il sitter è assolutamente indispensabile per alcune sostanze dove il soggetto può avere reazioni inconsulte, come per esempio con la Salvia Divinorum, la DMT e la 5-Meo-DMT. Queste sostanze salgono veloci e raggiungono immediatamente il picco di intensità, a volte in pochi secondi. Solo qui un sitter è assolutamente necessario, perché il soggetto potrebbe reagire in modo scomposto o addirittura alzarsi e andare in giro in stato di completa incoscienza, rischiando di farsi molto male, magari in maniera “banale” come per esempio cadere da una finestra o inciampare su un tavolino di cristallo. Il sitter ti impedisce di farti male, la sua funzione in questo caso è chiara e abbastanza semplice, anche perché gli effetti normalmente durano meno di 10-15 minuti.

Ma se si tratta di funghi psilocybe o di LSD le questioni sono molto diverse, le quantità sono dosabili in maniera proporzionale all’effetto e quindi i rischi sono eliminati o ridotti quasi a zero semplicemente assumendo una quantità adeguata, cioè bassa. Non si comincia mai con una dose alta, mai. L’ho scritto spesso nel libro e negli articoli in questo blog, ma vale la pena ripeterlo. Forse potrai sperimentare un effetto basso ma così potrai capire la tua sensibilità individuale e avere indicazioni su quale sarà la dose migliore per la seconda esperienza. Una dose eccessiva potrebbe causarti un attacco di panico, creando problemi a te stesso e a chi ti sta intorno. Questo effetto è ben noto ai pronto soccorso olandesi, ma anche ai comuni cittadini, abituati ai turisti che hanno preso tartufi magici senza sapere nulla dei loro effetti.

Il trip sitter per la prima volta

Supponiamo che tu abbia studiato e ti sia informato sulle caratteristiche dei funghi (qui si parla di funghi, ma in genere vale per qualsiasi sostanza psichedelica), hai trovato un amico di cui ti fidi che è disposto a farti da sitter. Cosa dovrebbe fare? Se ti informi leggendo sulla rete vedrai che il trip sitter è considerato un “esperto” che assiste una o più persone con poca o nessuna esperienza, che deve intervenire il meno possibile, non essere direttivo, ed è pronto a rassicurare con qualche parola il partecipante in difficoltà.

In pratica il sitter resta nella stanza o nei paraggi e gestisce una situazione perfettamente normale. Non può che essere così se nessuno si è sentito speciale e ha assunto una quantità eccessiva. Se tutto va come dovrebbe, il sitter servirà a poco e inoltre non dovrà essere costantemente presente, per il semplice motivo che non credo sia molto piacevole essere costantemente osservato da uno in stato di coscienza ordinaria mentre sei in viaggio, almeno a me fa questo effetto. Ma è vero che potrebbe anche essere piacevole chiacchierare nonostante la differenza tra gli stati di coscienza, se è un buon amico non dovrebbero esserci particolari fastidi.

Un vero trip sitter conosce la sostanza e la dispensa correttamente al partecipante o ai partecipanti, è il riferimento riconosciuto e rispettato da tutti perché ha esperienza, infine potrebbe scegliere e gestire la musica – elemento importante per dare una scansione all’alternarsi degli stati d’animo vissuti dai partecipanti. In questa situazione ideale il sitter non gestisce situazioni molto problematiche, se lui e il viaggiatore hanno preparato bene il viaggio dovrebbe sempre essere così.

Il trip sitter per gli esperti

Quello che ho scritto finora vale per il sitter che eventualmente accompagna dei “novizi”, diverso è il caso dell’accompagnamento di qualcuno che ha più esperienza e che chiede la presenza di un amico esperto solo per sentirsi sicuro in caso di problemi imprevisti.

Ma come mai se ha esperienza desidera avere un sitter? Di cosa ha paura? È importante chiarire e capire bene, perché se avesse fatto le cose come si deve non ci sarebbe nessun bisogno di avere l’assistenza di qualcuno. Personalmente, prima di arrivare alla mia prima dose eroica (5 grammi secchi come prescriveva Terence McKenna, leggi eventualmente questo articolo sulla dose eroicaOpens in a new tab.), ho fatto tante esperienze con quantità più basse, in contesti diversi e in momenti personali diversi, con l’obiettivo di capire come rispondevo a diverse quantità e set & setting. Ricordo la prima dose eroica, ero emozionato ma non impaurito, c’era qualcuno in casa ed era avvisato che stavo facendo questo viaggio, ma non è mai entrato nella stanza e neppure era preoccupato per me, solo se avessi avuto bisogno sarebbe intervenuto, ma soltanto su mia richiesta. Infatti non è mai successo, sia in quell’occasione che in qualsiasi altra.

Avere un sitter se hai esperienza è un controsenso, mentre è diverso sapere che se ci fosse bisogno hai qualcuno che ti può aiutare, magari nell’altra stanza oppure disponibile a raggiungerti in fretta dopo averlo chiamato al telefono – ovviamente avendo concordato prima questa eventuale possibilità di richiesta di intervento.

Terapia psicologica con psichedelici

Questa è la frontiera della terapia psicologica, già sperimentata con successo in passato a partire dagli anni ‘50 del secolo scorso, ma poi dimenticata dopo che queste sostanze sono state messe nella tabella delle droghe più pericolose.

Avere il supporto e la presenza di un medico (o un terapeuta abilitato) esperto e formato nell’uso di sostanze psichedeliche sarebbe l’ideale, allora sì che sarebbe possibile cominciare con una dose elevata e andare a scandagliare le profondità della psiche anche se non hai esperienza, ma purtroppo questa eventualità è vietata dalla legge e quindi non c’è molto altro da dire. Il medico ti preparerebbe con alcuni incontri prima del viaggio, ti assisterebbe durante l’esperienza e poi ti aiuterebbe a elaborare il contenuto emerso nella successiva integrazione post-esperienza. Mi piacerebbe che fosse legalizzata per poter avere tutte queste condizioni ideali, ma per ora è così purtroppo, dobbiamo arrangiarci in una situazione di illegalità con il trip sitter, oppure studiando tutto quello che serve sapere per cominciare in piena sicurezza. L’esperienza può essere impegnativa ma deve essere sempre sicura, questa responsabilità è soprattutto di chi fa l’esperienza ma il sitter – in quanto esperto – può aiutare a risolvere dubbi o incomprensioni.

Prima del viaggio

La preparazione è importante, serve scegliere il posto, organizzare perché sia comodo e sicuro, avere acqua, cibo, musica, magari delle mascherine da tenere sugli occhi nella fase iniziale, sono tutte cose di cui il sitter dovrebbe occuparsi o che almeno dovrebbe organizzare. Il sitter di regola non dovrebbe assumere nulla, questo dice la letteratura sull’argomento, ma io non la penso così. Non posso generalizzare su questo punto, ma secondo me il sitter può assumere la sostanza, dipende però da quanto è in grado di essere di supporto e aiuto se fosse necessario intervenire. Normalmente questo si riesce a fare se si ha assunto una quantità moderata, cioè massimo 3 grammi di funghi secchi con una sensibilità fisiologica normale, mentre l’ideale sarebbe che prendesse la stessa quantità dell’assistito – quindi normalmente molto meno di 3 grammi. Se il sitter ha l’esperienza necessaria questa quantità non sarà mai un problema, inoltre gli permetterà di essere più in sintonia con chi sta viaggiando, e quindi eventualmente intervenire con maggiore sensibilità ed efficacia.

Il sitter che ha assunto anche poca sostanza non potrà guidare nessun mezzo, ovviamente, questo esclude che possa guidare per trasportare qualcuno da qualche parte, ma se sono state rispettate le regole nessuno dovrebbe avere bisogno di un trasporto d’urgenza per assistenza medica. Se proprio dovesse servire a quel punto si dovrebbe chiamare un’ambulanza, ma è difficile che sia necessario con una preparazione corretta.

Quale preparazione? Sempre la solita, cioè iniziare con una dose bassa e rispettare religiosamente il set & setting. Leggi QUI Opens in a new tab.se non sai che cos’è.

La paura è un elemento immancabile prima dell’esperienza – non solo la prima, leggere questo articoloOpens in a new tab. potrà esserti d’aiuto. La paura aiuta a non prendere sottogamba l’esperienza, ma può anche impedire di lasciarsi andare quando serve – cioè a smettere di resistere allo sviluppo dell’esperienza interiore, quindi informarsi ti permette di rendere meno misterioso e temibile quello che si presenterà.

Durante il viaggio

I funghi sono potenti strumenti di introspezione, se usati nel modo giusto possono offrire visioni su sé stessi e sulla realtà davvero coinvolgenti, rivelare punti di vista che non avremmo mai neppure immaginato. Questo “cambio di prospettiva” – termine limitante! – ci può permettere di comprendere e risolvere questioni che ci riguardano profondamente e da lungo tempo, a volte risalenti alla nostra infanzia o anche prima. Quello che si presenta in questo tipo di viaggio introspettivo non è pericoloso di per sé, solo la resistenza e il rifiuto possono rendere più difficile l’esperienza, ma difficilmente avremo danni permanenti da questo tipo di sfida, piuttosto è vero il contrario.

Ma questo aspetto del viaggio psichedelico viene toccata solo con dosi superiori a quelle adatte a chi sta iniziando, quindi non riguarda quello che si può affrontare in presenza di un sitter. Certe esplorazioni si fanno o con un terapeuta – ma non è legale – oppure da solo – e neppure questo è legale…

Viaggi trasformativi si possono fare anche insieme ad altri, ma è più difficile, il set & setting è molto più complicato. Nel mio libro approfondisco bene questo aspetto, ci sono molte decine di pagine dedicate all’aspetto cerimoniale con altri, che è una specie di set & setting speciale per gestire il maggior numero di variabili presenti in un’esperienza – anche intensa – di gruppo. L’alta intensità, che si ottiene all’aumentare della quantità assunta, richiede un set & setting cerimoniale, perché agisce in un modo più adatto alle profondità che si toccano con alte dosi. Anche qui non serve il sitter, se non sapere che eventualmente qualcuno è a disposizione se proprio non ce la facessi a reggere l’esperienza, ma è un intervento che sconsiglio di richiedere, le difficoltà che si affrontano durante un viaggio interiore sono soltanto emotive e mentali, quasi mai fisiche – sempre che tu abbia rispettato le necessarie controindicazioni per patologie cardiache e epilettiche. Quindi risolvere da solo le difficoltà che incontri sarà una lezione preziosa che potrà cambiarti molto.

Un’esperienza psichedelica è sempre un’incognita, non potrai mai sapere come andrà, ma avere fiducia nel fungo ti permetterà di avere la consapevolezza che qualsiasi cosa potrai sperimentare sarà a tuo beneficio, anche nelle esperienze estreme.

Un problema speciale

C’è un problema che può presentarsi durante un viaggio, è molto importante conoscerlo perché può causare problemi e conseguenze anche serie. A parte le questioni di salute fisica, che nonostante le precauzioni possono verificarsi in maniera anche inaspettata, esiste la possibilità che chi ha assunto i funghi ad un certo punto non si ricordi più di averli presi e dimentichi di essere in un’esperienza psichedelica. Leggi questo articoloOpens in a new tab. per saperne di più, troverai le indicazioni per evitare di trovarti in una situazione realmente difficile.

Dopo il viaggio

La fine dell’esperienza è il momento migliore per cominciare l’integrazione, i ricordi sono ancora presenti, mentre dopo una notte di sonno molti particolari saranno completamente persi, un po’ come i sogni dopo il risveglio.

Il sitter a questo punto può essere di aiuto perché ha portato, per esempio, carta e matite colorate, oppure può stimolare la condivisione delle esperienze se ci sono più partecipanti, può rendere disponibile bevande e cibo che aiuteranno a rientrare nel mondo ordinario.

Succede spesso che sentire il racconto dell’esperienza di un partecipante possa aiutare a capire la propria. Vale la pena condividere e impegnare del tempo in questa fase di ricapitolazione dell’esperienza insieme al sitter e agli eventuali altri partecipanti, parlarne e poi scrivere o disegnare è un ottimo sistema per fissare quello che è successo, perché possa essere utile nella vita quotidiana.

Leggi sempre le AVVERTENZEOpens in a new tab.!

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DM Tripson

DM Tripson ha pubblicato i suoi primi racconti a 15 anni, sicuro di diventare presto uno scrittore, ma dopo qualche decennio speso a fare tutt’altro alla fine aveva rinunciato. Un giorno ha scoperto i funghi magici, un incontro straordinario, di quelli che ti cambiano la vita. The Magic Mushroom User's Guide - edizione italiana è stato scritto a quattro mani con i funghi, senza di loro non sarebbe mai nato.

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