Il Coach Psichedelico


Dopo tanto scrivere – 3 libri e un intero blog finora scritto tutto da solo – e soprattutto dopo moltissime email e messaggi con domande e richieste da parte di amici e lettori, è arrivato il momento di passare dalla teoria alla pratica: è ora di agire e non più soltanto scrivere.

Il primo passo in questa direzione l’ho fatto l’estate scorsa quando ho organizzato un gruppo di Italiani e siamo andati in Olanda per partecipare a cerimonie coi funghi; è stato così bello e speciale che ho deciso di proporlo ancora quest’anno. Ma non basta, ho capito che devo fare di più e per un maggior numero di persone e non soltanto per i 3 giorni di un solo ritiro, quindi voglio rivolgermi a chiunque abbia bisogno e durante tutto l’anno. Come? Per fare che cosa? Prima di approfondire è necessario che ti racconto meglio chi sono e cosa ho fatto.

Il magico mondo dell’advertising

Voglio evitare l’effetto curriculum vitae, lavoro da tanti anni ed eviterò di raccontare che ho fatto il barista, il baby-sitter, il commesso e altri classici lavoretti per guadagnare qualcosa, mentre il mio vero ingresso formale nel mondo del lavoro è cominciato quando ho casualmente (sì!) vinto un bando di concorso per studiare e lavorare in agenzia di pubblicità, e per qualche anno ho fatto esperienza in alcune tra le più note multinazionali americane dell’advertising.

Sì, sono io a metà degli anni ’80 su un set pubblicitario

In quegli anni ho imparato a lavorare all’interno di procedure ben codificate, questa è la disciplina in cui eccellono gli americani, che trasformano qualsiasi attività in qualcosa che possa essere descritto in un manuale – sono quasi certo che il mio primo libro risenta di questo tipo di influenza! Il rovescio della medaglia americana è l’accesa competitività e la dedizione al lavoro spesso fine a sé stessa, ricordo una sera che avevo completato tutto ciò che dovevo fare e per questo uscii alle 18 dall’ufficio, ma il mio capo mi chiese se stavo facendo mezza giornata… Questo episodio e altri analoghi mi hanno spinto ad abbandonare questo mondo dorato dopo pochi anni, come ho ripetuto tante volte “ho smesso con la pubblicità” un po’ come se avessi smesso di fumare!

Profumi e oli essenziali

Dopo le dimissioni da quel momento ho sempre lavorato come imprenditore e consulente, avviando attività e ideando progetti ancora oggi innovativi, al punto che alla domanda “che lavoro fai” per molti anni ho risposto “l’inventore”, l’unica definizione che descriveva in sintesi la mia variegata attività. Un settore in cui ho particolarmente sviluppato il mio lato creativo e progettuale è quello dei profumi, sia per l’ambiente che per la persona, sviluppando un grande amore per gli oli essenziali che hanno tante virtù fitoterapiche e vitali, se sono di buona qualità sono una preziosa materia vivente un po’ come i funghi magici.

Lezioni dalle droghe

La mia prima esperienza psichedelica risale al luglio 1981 – ricordo così bene la data perché la prima volta non si scorda mai! – e in questi decenni ho perso il conto di quante volte ho viaggiato, ma invece ricordo bene alcune lezioni imparate per esperienza diretta e grazie ad alcuni insegnanti a cui sarò sempre grato. La prima lezione riguarda l’importanza della preparazione al viaggio psichedelico, di come sia fondamentale per determinare il tipo di esperienza che vivrai, al punto che oggi sono convinto che la preparazione (insieme al setting di cui è parte) sia molto più importante della dose! La seconda lezione è l’utilità dell’integrazione, cioè come riportare nella vita quotidiana il valore – e magari anche le dure lezioni – del viaggio psichedelico; l’integrazione serve anche a riequilibrare eventuali traumi vissuti – o riemersi – durante l’esperienza, e in certi casi è un passaggio assolutamente necessario. La terza importante lezione appresa è sulla gestione e la messa in sicurezza delle energie che si manifestano durante l’assunzione di psichedelici; questo si fa preparando una cerimonia adatta ai diversi contesti possibili, per esempio da solo o in gruppo, al chiuso o all’aperto in mezzo alla natura; ci sono alcune regole essenziali da conoscere se si vuole fare un viaggio che sia sicuro e ricco di stimoli.

Lo Spirito delle droghe

In questi oltre 40 anni di esperienza psichedelica si sono succedute alcune fasi: prima la sperimentazione più o meno casuale, senza un criterio particolare e durante moltissimi anni, poi il periodo della pratica spirituale e delle cerimonie con l’ayahuasca, fondamentali per comprendere l’importanza dello speciale set & setting che arriva dalla tradizione sudamericana, ma ancora di più sperimentare l’importanza dello sciamano che non può mai essere un semplice facilitatore o peggio ancora uno con poca esperienza! Questa constatazione mi ha subito messo di fronte all’inesistenza di una tradizione sciamanica per i funghi o di un lignaggio che rendesse affidabile e credibile chi si fosse proposto di guidare una cerimonia con “los Niños Santos”. Anche Maria Sabina conduceva cerimonie molto caratterizzate dalle forti influenze cattoliche-cristiane, di certo ben distanti dalle originarie tradizioni mazateche di cui oggi non c’è più traccia conosciuta.

Mentre praticavo gli insegnamenti spirituali ho cominciato a sperimentare l’uso cerimoniale dei funghi psilocybe da solo e insieme ad altri, approfondendo la loro conoscenza e definendo le regole che servono per viaggiare sempre al meglio e in sicurezza. Questo argomento è approfondito nei miei libri ma anche in questo post.

Lavoro e studio

All’esperienza psichedelica e agli insegnamenti spirituali aggiungo una lunga attività professionale nel mondo della comunicazione, che è continuata a lungo dopo la parentesi nell’advertising, e la passione per la PNL e l’Ipnosi Ericksoniana, che sono eccezionali strumenti per comprendere meglio sé stessi e la realtà circostante e per comunicare con maggiore efficacia; questo lungo periodo di formazione e pratica è stato integrato da tantissimi seminari, quasi tutti residenziali e immersivi, che mi hanno fatto scoprire e comprendere meglio le emozioni e conoscere tecniche di indagine della realtà davvero sorprendenti.

Collegare i punti

Racconto tutto questo per poter citare il celebre discorso di Steve Jobs alla Stanford University del maggio 2005 dove ha raccontato diverse storie memorabili, ma una in particolare mi ha colpito e vorrei riportarla qui ora. Lui trattava dell’importanza di fare quello che ti appassiona, di seguire l’istinto e occuparsi solo di quello che ti piace; lui per primo ha fatto così, e solo dopo ha potuto “unire i puntini” e scoprire che le esperienze fatte seguendo le sue passioni erano state la base solida per creare qualcosa di nuovo e originale. Solo voltandosi indietro e riguardando la sua vita aveva visto i puntini che si collegavano, le sue diverse e apparentemente scollegate attività si combinavano per portare un contributo nuovo e unico. In particolare ricordo che citava un corso di “calligrafia” a cui aveva partecipato perché affascinato da questa disciplina, corso apparentemente inutile ma senza il quale i computer Apple non avrebbero avuto le qualità necessarie per essere ancora oggi i preferiti di chi lavora in attività creative e artistiche.

Anche io ad un certo punto mi sono guardato indietro e ho visto come tutti i miei punti si erano via via collegati per creare in diversi momenti della mia vita qualcosa di nuovo; guardandomi intorno e parlando con molte persone mi rendo conto di quanto sono stato fortunato, ma so bene che più mi impegno e più sono fortunato! La mia fortuna è stata quella di fare solo e soltanto lavori che mi piacevano, mai fatta un’attività che non mi piacesse, ed è per questo che ho potuto attingere da tutte le esperienze e collegarle in un modo unico, originale e utile. Un altro ingrediente fondamentale è stato la fiducia, so che la vita mi ama e mi propone solo esperienze che mi aiutano a diventare… ciò che sono. Facciamo tanta fatica per diventare quello che siamo veramente, ma ne vale la pena, ognuno a modo suo è meraviglioso.

Formalizzare una decisione già presa

Ora sono pronto a fare ciò che in realtà sto facendo da molto tempo: il Coach Psichedelico. Ho pensato molto a che termine utilizzare, ma alla fine “coach” è corretto e descrive bene ciò che voglio fare in sei distinte aree di consulenza e supporto alla persona. Il mio obiettivo è aiutare le persone a lavorare in sicurezza con gli psichedelici per conoscere sé stessi e vivere in armonia. Iniziamo dalla prima area di lavoro, la più ovvia.

1 – Consulenza e Formazione Psichedelica

Avvicinarsi agli psichedelici richiede la conoscenza di tante “informazioni”. Conoscere le sostanze, le dosi, gli effetti, c’è una serie di regole fondamentali che hanno lo scopo di impedire di farmi male o causare danni irrimediabili a me stesso e anche ad altri, e devono essere conosciute.

Ho scritto tanto su questi punti, ma capisco anche chi voglia una consulenza personalizzata per capire se sia opportuno o meno avvicinarsi a questo mondo. Su questi argomenti posso dare tutte le informazioni necessarie, e molto di più.

2 – Preparazione all’esperienza

Per me è semplice prepararmi a un viaggio psichedelico, ma so bene le difficoltà di padroneggiare le tante informazioni per chi non ha mai usato queste sostanze! Per evitare di farsi male sono pronto a fornire tutte le indicazioni di sicurezza, ma anche a supportare la preparazione più adatta agli obiettivi che ci si prefigge con l’esperienza.

3 – Supporto all’integrazione

Ho scritto tanto anche di questo, vedi questo post per capire cosa sia un “Bad Trip” o semplicemente un viaggio sfidante, posso aiutare chiunque voglia un aiuto per recuperare l’equilibrio e integrare un’esperienza non compresa o che abbia lasciato conseguenze; a volte ho indirizzato la persona direttamente da un terapeuta o da un altro professionista, in ogni caso so valutare e consigliare la migliore soluzione in caso di difficoltà. Molte volte l’integrazione serve anche a comprendere il significato delle esperienze vissute o a capire se dare seguito a decisioni prese mentre si era ancora nel viaggio interiore; un confronto spesso è necessario per evitare di prendere decisioni avventate di cui poi facilmente pentirsi.

Posso anche organizzare e aiutare i cerchi di integrazione, uno dei modi più belli ed efficaci per elaborare un viaggio psichedelico.

4 – Affiancamento per microdosaggio

Non mi interessa cosa dicono alcune ricerche, confondono le acque con riferimenti al placebo e alla forza della suggestione, ma io so per esperienza diretta – mia e di altri che conosco personalmente – che il microdosaggio funziona e che ci sono alcuni approcci che lo rendono più o meno efficace. Chi vuole microdosare ora ha un riferimento. Se non conosci il microdosaggio e vuoi saperne di più, leggi questo post.

5 – Trip Sitting

Anche su questo argomento ho scritto lungamente, per esempio QUI. So bene che alcuni vorrebbero la presenza di un esperto che possa esserci se mai ci fosse bisogno, capisco l’esigenza e da oggi sono disponibile a farlo. Io non incentivo o sostengo l’uso di sostanze vietate, ma se qualcuno volesse usarle lo stesso è giusto che possa ricevere l’assistenza e il supporto necessari.

6 – Cerimonie e ritiri coi Funghi Magici

Sto organizzando ritiri dove la legge lo consente, e sono disponibile a valutare proposte di ritiri già organizzati. In particolare sto pensando a esperienze in luoghi che hanno energie naturali particolari, molti sono in stati che non vietano l’uso di sostanze psichedeliche e quindi presto ci sarà la possibilità di viaggiare in luoghi speciali.

Come fare?

Per saperne di più, scrivimi all’indirizzo email che trovi nella sezione “contatti” di questo blog.

DM Tripson

DM Tripson ha pubblicato i suoi primi racconti a 15 anni, sicuro di diventare presto uno scrittore, ma dopo qualche decennio speso a fare tutt’altro ci aveva rinunciato. Un giorno ha scoperto i funghi magici, un incontro straordinario di quelli che ti cambiano la vita, infatti è solo con il loro aiuto che ha potuto scrivere tre libri e decine di post su questo blog!

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