I funghi magici sono pericolosi?


La notte del Solstizio d’Inverno – momento speciale dal punto di vista energetico –  ho fatto una Cerimonia con i funghi ed eravamo in quattro, quando in maniera completamente inaspettata ho compreso qual è il più grande pericolo legato al consumo di questa potente sostanza psichedelica. Avevo già tutti gli elementi per capirlo ma fino a quel momento non li avevo collegati tra loro, quando finalmente mi si è mostrato in modo che dovessi capire per forza. Finita l’esperienza il mio primo pensiero è stato che dovevo condividere l’informazione con tutti quelli che sono interessati a conoscere e capire i funghi magici. Scrivendone inoltre mi sto aiutando nel processo di integrazione – della cui fondamentale importanza scrivo e approfondisco nel libro.

La struttura della realtà

Alla domanda se i funghi sono pericolosi non si può rispondere con un semplice oppure con un no, perché entrambe le risposte sono corrette. Come mai? Dipende a chi si rivolge la domanda e a quale “strato” della realtà la domanda si sta riferendo. Per “strati” intendo i diversi livelli che compongono la realtà di ciascuno. Faccio un esempio pratico per chiarire: due persone stanno parlando tra loro, in quel momento la loro realtà è composta da tanti livelli che convivono e interagiscono, quindi la relazione fisica, quella emotiva, l’interazione mentale, il tipo di rapporto che c’è fra di loro (sono parenti, amici, colleghi, amanti, etc.), lo scambio di idee, le dinamiche inconsce (proiezioni, relazione sistemica, rapporti di forza e debolezza, soggezione, etc.).

I livelli di distinzione possibili sono più numerosi di quelli descritti, ognuno di questi è collegato all’altro e permette di capire come sia possibile che ciascuno possa rappresentarsi in maniera completamente diversa un semplice fatto come una chiacchierata tra due persone.

Il soggetto

La risposta alla domanda se i funghi sono pericolosi può essere diversa per ciascun livello, ma ancora di più, la risposta corretta per un soggetto può essere sbagliata per un altro, per questo il sì e il no sono entrambe risposte corrette – o entrambe sbagliate. Ogni caso dovrebbe essere valutato nello specifico, la generalizzazione non è possibile. Non pensare che i funghi siano comunque pericolosi perché sono psicoattivi e che quello che ho scritto siano semplici “seghe mentali”, infatti questo ragionamento può applicarsi a qualsiasi sostanza che introduciamo nel nostro corpo. Ripeto, le arachidi sono più pericolose dei funghi magici, fino a prova contraria hanno causato molti più morti.

Il vero pericolo per tutti

Ma c’è un pericolo legato all’uso dei funghi magici a cui la risposta è sempre sì, è specifico e ben definito e vale per tutti. I motivi per raccomandare prudenza e attenzione nell’uso dei funghi sono tanti, ma questo è di gran lunga il più rilevante. Leggi bene di cosa si tratta, perché è facile sottovalutare e non capire, avviene più frequentemente di quanto si possa immaginare. Quando succede si capisce l’importanza di avere intorno a sé persone fidate, preferibilmente anche competenti e preparate. Se sei alle prime esperienze serve avere un sitter, se ci fossero problemi ne apprezzeresti tantissimo la presenza.

Cosa è reale?

Il fatto è questo: sei sotto l’effetto psicoattivo ma sei certo che l’effetto non sia ancora iniziato oppure che sia già finito. In quel momento credi di essere lucido e “normale” ma non è così, l’effetto del fungo c’è ma tu non lo percepisci. Sembra strano ma è letteralmente così.

Sì, è tutto qui, ma le conseguenze sono pericolose, la persona convinta di ciò agisce e prende decisioni su presupposti completamente diversi da quelli validi o adeguati alla realtà condivisa, quella in stato di coscienza ordinario. Attento: che la percezione della realtà sia un fatto completamente soggettivo succede sempre, anche nella vita quotidiana in stato di coscienza ordinaria, ma la psilocibina evidenzia i temi psichici del soggetto sovrapponendoli in modo perfetto alla percezione della realtà e amplificandone degli aspetti specifici. Ti sembra realtà ordinaria ma non lo è.

Le parole rendono con difficoltà la situazione difficile in cui si trova la persona, così come difficile è per chi gli si trova vicino; forse qualche esempio che ho visto direttamente o di cui sono a conoscenza può aiutare a capire di cosa si tratta.

Alcuni esempi

Sei ancora sotto effetto ma invece sei convinto che sia finito e credi di essere lucido, quindi decidi di prendere l’auto per tornare a casa, senza voler intendere ragioni da chi ti dice il contrario di quello che credi.

Hai preso una dose eroica (5 grammi) ma dopo un’ora ti sembra che non sia ancora successo nulla, per cui decidi di aumentare la quantità assumendo ancora qualche grammo. L’effetto a quel punto sale vertiginosamente, e insieme ti sale la paura, ti convinci di avere esagerato e cominci a sentirti male, ad un certo punto senti che stai per morire, sicuro che sia arrivata la tua ora.

Prendi una dose normale, sale l’effetto e poi scende. L’effetto dei funghi è caratterizzato da ondate, salite e discese, a volte sembra che stia passando ma poco dopo risale ancora più intenso di prima. Ma nel momento in cui scende sei convinto che sia finito, in quel punto si innescano dei pensieri paranoici e tu credi che tutti gli altri stiano congiurando contro di te, perché sono stati posseduti da demoni o esseri oscuri, lo sai per certo perché li hai visti!

Stessa situazione di movimento a ondate dell’effetto, ad un certo punto diventi lucidamente depresso, vedi che la vita è senza significato, che niente ha uno scopo, che qualsiasi cosa tu faccia è inutile di fronte alla vastità del mondo e dell’universo. Sprofondi in una crisi durissima da cui – convinto di essere lucido – non vedi altra uscita che la morte. In quel momento questo grande dolore diventa così intenso che trova fortunatamente una via d’uscita da te, e si manifesta concretamente sotto forma di una crepa nel muro di casa che si forma sotto i tuoi occhi!

Infine nel bel mezzo di una intensa esperienza ti sembra normale denudarti e cercare di scavalcare la recinzione del giardino per correre incontro al sole. Solo che dall’altra parte ci sono i campi coltivati e contadini al lavoro…

Psicosi?

Credo che uno psicologo in alcuni di questi casi potrebbe ravvisare gli estremi di un attacco psicotico, non sono un dottore ma ho la sensazione che la definizione medica potrebbe essere questa.

Psichedelico significa “manifestazione della psiche”, quindi ha senso che persone normali e ben integrate, sia nella società che nelle relazioni interpersonali, in queste situazioni possano scoprire qualcosa di profondo, che emerge sotto l’effetto di sostanze psicoattive o in particolari condizioni emotive. La differenza tra nevrosi e psicosi è argomento medico, ma qui posso dire che il nevrotico può sapere di avere un problema e rimane comunque in contatto con la realtà condivisa, mentre il secondo perde il contatto con la realtà condivisa ed è convinto di essere a posto – mentre tutti gli altri invece hanno problemi, e spesso sono alleati contro di lui – la paranoia è un aspetto della psicosi. La nevrosi è un problema psicologico, la psicosi quasi sempre ha cause anche organiche, come per esempio disordini neurotrasmettitoriali.

Il set & setting è indispensabile!

Se hai letto l’articolo sul set & setting (lo trovi QUI) sai della straordinaria importanza di non avere problemi psicologici o psichiatrici se vuoi assumere funghi magici, ma qui vorrei specificare meglio per aggiungere elementi di comprensione. Non tutti i problemi psicologici sono pericolosi nello stesso modo se assumi i funghi, ma alcuni lo sono in modo particolarmente intenso e grave. Questo è il caso di chi soffre di psicosi manifesta o latente, quest’ultima più insidiosa se non è conosciuta. Non sai di soffrirne e non sai che per te è meglio evitare le sostanze psichedeliche, le assumi e ti ritrovi a passare una brutta situazione, per te e per gli altri.

Come fare?

Cosa fare in questo caso? Non sono un medico, ma in un momento come questo la soluzione formale più corretta potrebbe essere la somministrazione di un tranquillante, tecnicamente risolverebbe la crisi ma… il soggetto molto probabilmente non sarebbe d’accordo perché si ritiene perfettamente sano! La soluzione medica in questo caso potrebbe diventare obbligatoria se ci sono motivi di pericolo per l’integrità fisica di qualcuno. In mancanza di un medico è necessario chiamare aiuto, pessima situazione perché si tratta di sostanze illegali, ma deve essere chiara la priorità, che è la salvaguardia della salute e della sicurezza del soggetto in crisi e di chi gli sta vicino.

Prevenire è la soluzione

La vera soluzione è nella prevenzione, sia evitando di assumere qualsiasi sostanza, oppure, se non si sa di essere un soggetto a rischio, prendere una dose piccola, così come ripetutamente raccomando ovunque, qui sul blog così come nel mio libro. Oltre a questioni legate alla scoperta della sensibilità individuale alla sostanza, eventuali reazioni psicotiche (di scollegamento dalla realtà e di reazioni paranoiche) saranno di minore intensità e durata, così da evitare i problemi più intensi che ci sarebbero in caso di assunzione di quantità maggiori.

Attenzione alle nevrosi

Queste reazioni psicotiche si manifestano anche in soggetti non patologici – cioè che non hanno una patologia psicotica accertata o meno. Se succede e non ci sono situazioni di pericolo per il soggetto e per gli altri, l’unica cosa da fare è aspettare che l’effetto passi, rassicurando la persona e ricordandole che è sotto l’effetto di una sostanza psichedelica, infatti spesso succede che il soggetto non ricordi neppure di avere assunto qualcosa.

Perché una reazione psicotica se il soggetto non ha una psicosi patologica? La parola chiave è “psichedelico”, cioè il fungo evidenzia un problema profondamente nascosto nella psiche, ed è un bene che sia così. Verrebbe da pensare che sia “meglio non svegliare il can che dorme” ma questo evoca un’altra immagine popolare più appropriata, quella di “nascondere la testa sotto la sabbia”.

L’ultimo viaggio psichedelico

Nel mio libro tratto di come l’intensa esperienza coi funghi assomigli al momento della nostra morte, in cui avviene un profondo tuffo dentro sé stessi. I nostri cinque sensi si ritirano dal mondo fenomenico, la nostra consapevolezza allora si ritira all’interno e si immerge dentro sé stessa; quello che sperimenterà è semplice, farà una totale esperienza di sé stessa. Per questo il lavoro coi funghi magici è importante, nella mia opinione è una preparazione per quel momento inevitabile. Avere problemi nascosti nei meandri della nostra psiche non ci aiuterà quando moriremo. Il Libro Tibetano dei Morti (Bardo Thodol) ci mostra come il defunto si trovi ad affrontare dei “mostri”, che sono solo la proiezione di quello che ha dentro di sé, come a dire che anche la morte in fondo è un’altra esperienza psichedelica, l’ultima che affronteremo in questa vita. Se è la prima volta sarà meno facile di chi invece le ha già affrontate più e più volte, forse…

(leggi sempre le AVVERTENZE quiOpens in a new tab.)

Share if you like!
  • Opens in a new tab.
  • Opens in a new tab.

DM Tripson

DM Tripson ha pubblicato i suoi primi racconti a 15 anni, sicuro di diventare presto uno scrittore, ma dopo qualche decennio speso a fare tutt’altro alla fine aveva rinunciato. Un giorno ha scoperto i funghi magici, un incontro straordinario, di quelli che ti cambiano la vita. The Magic Mushroom User's Guide - edizione italiana è stato scritto a quattro mani con i funghi, senza di loro non sarebbe mai nato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recent Content