La “heroic dose” è stata concepita da Terence McKenna e consiste di 5 grammi di funghi secchi (Psilocybe Cubensis) assunti in un set & setting specifico, riservato a questa coraggiosa modalità di assunzione. Le istruzioni sono semplici: 5 grammi secchi assunti da soli, in silenziosa oscurità e con gli occhi chiusi. McKenna usava anche massicce dosi di Cannabis, che però non era prescritta nelle sue istruzioni, infatti non la ritengo necessaria, infatti una dose eroica produce effetti per un tempo che va dalle 6 alle 8 ore circa, non credo ci sia qualcuno ad avere bisogno di allungare un’esperienza già piuttosto lunga e impegnativa. La dilatazione del tempo durante un viaggio di questo tipo renderà la percezione soggettiva della durata ben oltre il tempo ordinario misurato.
I cinque grammi di McKenna non sono un obiettivo da raggiungere. La stessa quantità può essere vissuta in modi molto diversi: riconoscere i propri limiti conta più che confrontarsi con un numero o con l’esperienza altrui. Non incoraggio nessuno a cimentarsi con alte dosi di funghi, ma data la popolarità della Dose Eroica raccontata da McKenna credo sia necessario dare informazioni nella direzione della prevenzione e riduzione del danno.

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Avvertenze obbligatorie
Qui la raccomandazione di leggere le AVVERTENZE ha maggiore evidenza perché è particolarmente necessaria. È d’obbligo dire che non consiglio a nessuno di provarci, così come devo dire che non è un percorso che va bene per tutti, ma lo spirito di sfidare i propri limiti potrebbe trovare più risposte qui su questo blog che altrove, dove più di frequente si dormono sonni inconsapevoli. La nobile disciplina dell’esplorazione della coscienza ha origini antiche, non è mai stata un percorso agevole o tantomeno ricreativo, quindi si astengano dalla lettura tutti quelli che cercano l’alternativa all’ultimo videogioco.
Quale tipo di funghi
Di quali funghi stiamo parlando? Psilocybe Cubensis, una varietà di funghi psicoattivi il cui ingrediente principale è la psilocibina. Ci sono funghi più leggeri e altri più forti, tieni conto di quello che hai in mano quando scrivo di quantità. I Cubensis sono la varietà di funghi psilocybe più diffusa, anche se contengono meno psilocibina degli esili Semilanceata che crescono anche in Italia, è vero però che contengono molta più psilocina, il principio attivo in cui la psilocibina si converte per diventare sostanza psichedelica – prima della conversione non ha effetto, è un precursore inattivo.

Coraggio e incoscienza
Il termine eroico presuppone coraggio e quindi anche conoscenza, senza quest’ultima infatti non si tratta di coraggio ma di incoscienza. Cosa serve assolutamente conoscere? Fondamentalmente due cose: sé stessi e i funghi magici. Se vuoi dare fuori di matto devi assumere 5 grammi secchi senza esperienza, di certo potrà essere l’esperienza più brutta della tua vita, di cui racconterai solo se ti sarà rimasto abbastanza raziocinio quando l’effetto sarà finito. Cosa affatto garantita.
5 grammi o “committed dose”?
La dose eroica è il risultato di un percorso che può arrivare a 5 grammi e magari andare anche oltre, oppure fermarsi molto prima. La quantità descritta da McKenna non necessariamente si colloca a 5 grammi, per alcuni può essere più alta o più bassa in relazione alla propria sensibilità individuale – conosco persone che non arriveranno mai a quella quantità! In altre occasioni McKenna ha spesso utilizzato il termine “committed dose”, cioè quella dose che ti ispira rispetto, termine probabilmente più adatto alla definizione di “eroico” che a quello riferito ai 5 grammi. Questa quantità è un riferimento definito e identificabile, ma il significato dell’esperienza non si misura dalla quantità assunta. Per me 5 grammi ora sono una dose media, non mi sento eroico ad assumerla, anche se non la prendo mai sottogamba.
Sentire cosa va bene per te
La tua capacità di ascolto interiore è necessaria per capire cosa va bene per te, ed è una verifica che devi fare su più livelli. Magari emotivamente la reggi, ma fisicamente potrebbe causarti problemi – ho un amico che quando assume i funghi si alza la quantità di “fuoco” interno, che gli causa letteralmente febbre e altri disturbi. Ascoltati e saprai cosa va bene per te, ma anche capire se i funghi sono una strada che puoi percorrere o se invece c’è altro di più adatto per te. Dopo due esperienze consecutive con l’ayahuasca dove non ho provato nessun effetto ho capito che la mia strada erano i funghi, per altri potrebbe valere il contrario. La Pianta può sembrare più dura e impegnativa se si fa un confronto – che non è da fare – con dosi medio-basse di funghi, ma appena le quantità di funghi salgono la strada si fa decisamente più difficile. Perché? La Pianta ti strapazza anche fisicamente, i funghi invece sono più gentili con il fisico ma implacabili con la mente, possono essere ancora più duri di quanto sia stare male con l’ayahuasca.
Conoscere la propria sensibilità
Conoscere la propria sensibilità richiede attenzione e tempo. Se consideri che ogni esperienza sarà unica e diversa dalle altre, ti servirà tempo per capire come ti relazioni con le profondità psichedeliche.
Le esperienze precedenti offrono elementi per comprendere come reagisci a livello fisico, emotivo e mentale.Normalmente le esperienze variano dal sublime al problematico, ma se vedi che la prevalenza dei tuoi viaggi sono situazioni problematiche, è il caso di fermarti e rivalutare questa scelta. Per approfondire leggi questo articolo.
Il set & setting
Il set & setting della dose eroica ha delle specificità – solitaria, silenzio, ect. – ma rientra sempre nelle regole generali che si applicano a tutte le esperienze, un articolo dettagliato su questo argomento lo trovi QUI.
Niente sitter (così dice Terence McKenna!)
McKenna nei suoi interventi pubblici dice che non devi avere un sitter per la dose eroica, ma questo non esclude che qualcuno possa essere nei paraggi, o anche nella stessa casa, su cui poter contare se ti sentissi in difficoltà – io lo raccomando comunque, non presente a guardarti in continuazione, cosa che potrebbe metterti a disagio, ma accessibile in caso di difficoltà. Un grande aiuto quando ne senti il bisogno ti può arrivare dalla musica. Sei nel momento di massima intensità e i pensieri ti stanno tormentando – per esempio dei loop o delle fissazioni – e senti che non sei in grado di attivare il “testimone”, allora puoi far partire della musica per impegnare la tua attenzione, almeno finché non ti sentirai pronto a rientrare nel silenzio.

Il testimone interiore
Il testimone è come se fosse una parte di te, quella che non è né il tuo corpo fisico e neppure i tuoi pensieri. Se sei arrivato alla dose eroica è probabile che tu l’abbia già sperimentato in esperienze precedenti. Il testimone c’è quando ti senti disidentificato dai tuoi pensieri e riesci ad osservarli come se fossi “terzo” rispetto a loro; in quel momento chi sta osservando è quello che chiamo “testimone”. Nei momenti in cui emozioni e pensieri sono molto stimolati, formando come un tutt’uno che si autoalimenta (kama-manas), è difficile riuscire a spostarsi nel testimone. Il testimone serve anche in stato di coscienza ordinario, ma ancora di più quando sei in un’esperienza intensa, dove identificarti con quello che stai vivendo rischia di essere più di quello che pensi di sopportare – se lo stai sperimentando vuol dire che lo puoi reggere, ma in quel momento pensi di non riuscirci. Magari stai cominciando a darti addosso, ad avere dubbi sulla quantità presa, temi per la tua salute, questi insiemi si amplificano a vicenda e potrebbero precipitare portandoti dentro una crisi.
Il bad trip
In questi casi applica quello che si fa se inizia un “bad trip”, trovi tutto nel mio libro ma qui ti anticipo alcuni suggerimenti concreti. Metti della musica che hai preparato prima, sdraiati e respira lentamente con l’addome, sciacquati la faccia con acqua fresca, scegli quale tecnica applicare e vedrai che la calma tornerà. Il principio è semplice: non scacciare i pensieri, non opporti, semplicemente sostituiscili con altro, perché altrimenti la resistenza aumenterà l’intensità di quello che stai vivendo. Leggi anche questo mio post dedicato al Bad Trip.
Buio e silenzio
Perché da soli, in silenzio e al buio? Non sono regole pensate per aumentare la difficoltà, da una parte sono funzionali all’intensità di quello che stai vivendo, che non ti permetterebbe di interagire con persone o situazioni, e dall’altra ti permettono di entrare in profondità dentro di te senza distrazioni. Accendere la musica può spostare l’attenzione e aiutarti nei momenti difficili. Il silenzio serve all’esplorazione, ma non è una prova da superare: usare la musica o chiedere sostegno quando ne senti il bisogno fa parte dell’ascolto di te stesso.
Per superare le difficoltà a volte aiuta sapere che potresti avere aiuto: il momento critico può attenuarsi e lasciare spazio a una fase dell’esperienza completamente diversa. Difficile valutare il confine tra coraggio e incoscienza, soprattutto in uno stato di coscienza non ordinario, ma se le difficoltà che sperimenti sono oltre ciò che riesci a sopportare, allora è opportuno chiedere subito assistenza medica, senza indugio.
Pericoli e paure
La dose eroica è pericolosa? Può esserlo. Anche quando hai curato il set & setting e considerato le controindicazioni mediche, può presentarsi un altro ostacolo: la paura. Due paure frequenti sono quella di soffrire/morire e quella di impazzire. Leggi questo articolo per approfondire come puoi fare e cosa non devi fare.

Le risorse indispensabili
Per andare avanti nonostante la paura ti servono un paio di risorse. Prima è la fiducia – facile a dirsi ma meno ad averla – e poi tanta esperienza di viaggi psichedelici. L’esperienza non è teoria ma conoscenza diretta e ripetuta, che ti aiuta a riconoscere quanto della tua storia interiore emerge durante il viaggio.
La fiducia riguarda una visione transpersonale della vita, se sai che la vita ti ama sai anche che tutto quello che ti presenterà – nell’esperienza ma anche nella vita in genere – sarà per il tuo bene anche se al momento potrebbe sembrarti un problema.
L’altro aspetto della fiducia che ti serve, complementare al primo, è nel fungo, che non è soltanto una sostanza chimica, è molto di più. La chimica è una chiave che permette al tuo cervello di aprirsi a una diversa sintonia con la realtà, ampliandola e amplificandola. Il regista di questa espansione è una qualità benevola che io chiamo Spirito, ma se pensi che sia qualcos’altro va bene lo stesso, tanto non cambia la mia lettura che la chimica è il livello più basso dell’interazione della sostanza con te, e di livelli coinvolti ce ne sono tanti di più. Nel libro approfondisco tutti questi aspetti, l’importante è che ti renda conto che c’è ”qualcosa” che ti accompagna in ogni momento del tuo viaggio, non sei mai completamente solo.
La fiducia si accompagna alla preparazione: curare il set & setting e considerare le controindicazioni psicofisiche è essenziale, qualsiasi sia la dose.
Padroneggiare sé stessi
Nel lavoro interiore che descrivo conta un atteggiamento attivo, maschile, con un’intenzione ben focalizzata. Che intenzione? È semplice, devi capire come ci si muove mentalmente ed emotivamente all’interno di un’esperienza psichedelica “eroica”. Il concetto è sottile ma importante, perché puoi muoverti all’interno dell’esperienza, ma non puoi usare la forza di opposizione, cioè non puoi dire “non qui, non questo”, ti serve qualcosa di più vicino alla Volontà di fare un lavoro su di te piuttosto che sull’esperienza. Faccio un esempio pratico per chiarire.
8,5 grammi sono una quantità molto sfidante, ma questo esempio vale anche per dosaggi inferiori o molto superiori. Puoi decidere di restare seduto o in piedi per tutta la durata dell’esperienza. Motivo? Vuoi sviluppare la forza di volontà e la capacità di ricordarti di questo intento qualsiasi cosa tu stia sperimentando. Queste sono intenzioni di qualità, mentre se vuoi farlo perché vuoi controllare l’esperienza non funzionerà mai, ha una qualità inadeguata, facilmente sarai preso e shakerato più del solito. Il fungo ti sostiene se fai qualcosa di evolutivo, mentre non si fa problemi a mostrarti i tuoi errori affinché tu possa capire e crescere. Non è impossibile restare in stato di meditazione per qualche ora sotto fungo, all’inizio farà di tutto per farti sdraiare, ma se mantieni la posizione ad un certo momento comincerà ad aiutarti, e arriverai al punto che sdraiato o in piedi non solo sarà uguale, ma dovrai fare delle verifiche per capire la tua reale posizione fisica.
Durante questo stato meditativo puoi lavorare per la creazione del testimone, che consiste nel mantenere questa scintilla di presenza in mezzo al caos delle visioni e delle sollecitazioni psichedeliche, ma se continui a sapere che ci sei qualcosa cambia, ed è quel tipo di esperienza da cui puoi portare a casa una comprensione duratura dopo che l’effetto è finito.
Si può dire che devi sviluppare la capacità di “ritornare in te” a comando, che è come una collaborazione con il fungo, in cui tu ti lasci andare (non opponi resistenza) e lui fa lo stesso con te quando ti serve.

Spazio e tempo sicuri
Per addentrarsi in queste profondità hai bisogno di altro ancora, in particolare che lo spazio in cui ti trovi sia protetto e sicuro, non soltanto da irruzione di amici o parenti, ma soprattutto a livello sottile. Se non hai mai fatto esperienze coi funghi sono certo che non apprezzerai questa avvertenza, ma se hai fatto escursioni in profondità è più probabile che capirai che tutte le parti che ti compongono devono avere “rassicurazioni” per esporsi così tanto, altrimenti potrebbero opporre resistenza, facendoti soffrire. Questo argomento non posso approfondirlo più di tanto, nel libro ci ho dedicato decine di pagine, ma ti anticipo che dovresti trasformare l’esperienza in una Cerimonia.
Il supporto del tuo inconscio
Dicendo cerimonia non sto parlando di religioni o superstizioni, ma di realtà che esistono da millenni e che si rivolgono alla nostra parte più profonda, che sia l’inconscio personale o quello collettivo non fa differenza. La cerimonia parla la lingua dell’inconscio e usa simboli, immagini ed emozioni che sono perfettamente compresi dal nostro inconscio, che costituisce la parte immersa dell’iceberg. La personalità in cui siamo identificati è solo la piccola parte emersa, il restante 90% ci è sconosciuto ed è la parte di noi che realmente ci guida. La cerimonia lavora con questa parte, quando il lavoro di esplorazione si fa più profondo devi avere gli alleati giusti, soprattutto quelli interiori.
Il lavoro su di sé
Il lavoro su di sé che descrivo riguarda l’attenzione e l’intenzione: stare seduto a gambe incrociate, in silenzio o selezionare musiche da usare in esperienze di gruppo sono esempi di attività che richiedono presenza e impegno. Mi spiego meglio perché il punto non è così intuitivo: quando esercito un’intenzione – per esempio stare seduto, o in piedi, o anche “sorvegliare” le persone che stanno facendo il viaggio con te in un’esperienza di gruppo – non sto resistendo al fungo, non mi oppongo a quello in cui mi sta trasportando, anzi, ma faccio qualcosa che mi costa impegno e fatica, è come se facessi un sacrificio – ai miei tempi si chiamava “fioretto”.
Sarebbe più facile lasciarsi andare, ma io scelgo di fare uno sforzo perché so che da questo imparerò qualcosa. Il fungo lo sa e se la tua intenzione è “pulita”, cioè non lo stai facendo perché vuoi sentirti superfigo, allora scatta qualcosa che ti permette di stare seduto, o in piedi o ripigliarti subito se qualcuno dei presenti ha dei problemi. Questa è la mia esperienza, ovviamente non posso garantire che potrà essere così per chiunque.
Mi rendo conto che può sembrare strano riuscire ad applicare qualsiasi forma di volontà in quei momenti, per esempio restare seduto, ma se resisti all’inizio poi diventa “facile” continuare, mentre se molli e ti sdrai allora sarà lui a condurre le danze e potrai tornare a sederti solo molto tempo dopo. Non fraintendermi, se riesci a restare seduto sarà sempre lui a condurre le danze, ma è come se un pezzetto di te si fosse raccolto intorno a un punto di maggiore consapevolezza, è difficile da spiegare…
Gli effetti di una dose eroica
Il fungo solitamente agisce così: la prima parte più intensa ha lo scopo di “scardinare” il cervello, lo rimescola in modo che non rimanga più nulla di quello che era alla base del tuo modo di pensare ordinario. Se hai paura o non sei d’accordo di mollare tutto, te lo farà fare tuo malgrado. Tutto quello che opponi (paure, resistenze, etc. etc.) diventano punti su cui il fungo fa leva per travolgerti, e tanto più resisti tanto più l’esperienza diventa difficile. Accogliere, respirare, lasciare andare.
L’inizio
La salita dell’effetto con queste quantità è molto intensa, si può descrivere come buttarsi giù dalle montagne russe o come il decollo di un razzo, spesso con il rombo nelle orecchie insieme all’intensa sensazione di precipitare o ascendere vertiginosamente, in quei momenti le direzioni perdono di significato.
Rapidamente entri in una dimensione in cui perdi la nozione di spazio e di tempo, che non è soltanto non avere idea di dove sei e di quanto tempo stia passando, ma è soprattutto che “io” non sono più “io”, fatto molto disturbante o meraviglioso, dipende da quanto sei solido interiormente. Per me è incredibile, per altri è un incubo. Come sarà per te lo puoi scoprire progressivamente, ma non provarci mai senza una profonda preparazione.
Non vorrei deluderti se stavi cercando la narrazione di mirabolanti storie, qui non c’è nulla di tutto questo. Sei da solo, in silenzio e al buio con gli occhi chiusi, “fuori” non succede nulla che possa essere raccontato, è “dentro” che è interessante capire cosa succede.

Il picco
Cosa vivi quando sei nel picco dell’effetto? Impossibile descriverlo. Sono stato in “posti” che ho riconosciuto, in cui ero già stato in altre esperienze, sia con i funghi che con l’ayahuasca, ed ero così sorpreso di essermeli dimenticati! Li ho riconosciuti, e mi rendevo conto che purtroppo non sarei stato in grado di ricordarli o di raccontarli una volta che fossi rientrato sul pianeta. Ho sperimentato l’Amore, che non è quell’emozione o sentimento che si prova nella vita ordinaria, ma è quello che costituisce tutte le cose…e come fai a spiegarlo? Che parole puoi usare per raccontare l’indicibile?
Tutta la fase intensa del viaggio è ineffabile, si sa di esserci ma non c’è molto di più che puoi riportare qui, sei la consapevolezza di esistere ma non c’è più traccia di mente ed emozioni. Difficile spiegare come, in quei momenti così forti, mi sentissi completamente al sicuro. Il timore lo provo sempre prima del viaggio, mai durante – questo vale per me ovviamente, per altri spesso non è così.
La discesa
Poi l’effetto comincia a scendere, e forse si può dire che inizia la parte più utile e interessante del viaggio, o almeno vivi qualcosa che potresti anche descrivere, non facile ma possibile. La cosa più evidente è che il tuo pensiero non proviene più dal posto dove nasce di solito, inoltre lo puoi fermare a piacimento e soprattutto non ci sei identificato.
Vedi ancora tutto in modo “magico” ed espanso, ma le cose che vedi sono legate tra loro da significati che non avresti mai immaginato, colleghi tutto in maniera diversa. Ti puoi perdere in una foglia, un dettaglio del parquet, nella fiamma della candela, tutto si spalanca a connessioni e significati normalmente irraggiungibili, ti senti unito a tutto, non più separato, sono momenti di grandi comprensioni e guarigioni interiori.
Fermare il mondo
In questa fase siamo in un campo più facilmente noto a chiunque abbia preso i funghi in quantità più basse, secondo me quello che in tanti descrivono come “la magia del fungo” in realtà è quello che Don Juan Matus, lo stregone e insegnante di Carlos Castaneda, chiamava “fermare il mondo”. Sapere che è quello ti permette di riconoscerlo, e riconoscerlo ti permette di pensare che potresti riuscire a raggiungerlo anche in uno stato di coscienza ordinaria. Questo per me è il senso delle esperienze coi funghi, cioè riportare qualcosa nella vita quotidiana, sapere che certi stati di coscienza possono essere acquisiti anche in stato di coscienza ordinario, senza l’aiuto del fungo.
I santi o gli individui straordinari secondo me hanno “fermato il mondo”, riescono ad essere in quello che noi a volte raggiungiamo durante le esperienze magiche coi funghi, mentre loro lo hanno raggiunto come risultato di un percorso…che potremmo fare anche noi. I funghi ci mostrano questa condizione mentale superiore, farne esperienza e riconoscerla è un passo avanti prezioso.
Conclusione
Spero di averti dato qualche spunto per comprendere il tema della dose eroica e delle dosi alte in genere, nel mio libro trovi questo e altro, molto più strutturato e approfondito. Inoltre dedico molto spazio a come fare diverse pratiche cerimoniali da soli o in un cerchio fraterno di amici, e perché è utile e importante.
Le cerimonie hanno per me un ruolo essenziale nella preparazione dell’esperienza, l’uso di simboli e rituali ha un grande valore anche e soprattutto per il nostro inconscio, che così avremo come alleato mentre navighiamo nelle esperienze più intense e profonde. Terence McKenna diceva che il primo contatto con una sostanza deve cominciare leggendo un libro, cioè informandosi. La conoscenza aiuta a riconoscere i propri limiti e ad affrontare con maggiore consapevolezza anche i momenti impegnativi.
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grazie.
mi ritrovo in tutto quello che hai scritto. lo riconosco.
E’ sempre un viaggio straordinario se siamo puri , umili e coraggiosi.
E si diventa migliori e piu’ vicini alla verità….la nostra personale verita che ognuno ha.
Simone
Ciao Simone, grazie a te!
Grazie di cuore per questo scritto, i tuoi consigli sono di grande valore umano❤️
Grazie di cuore per il tuo apprezzamento 🙂
Sono sorpresa che qualcuno abbia usato delle parole sensate per spiegare quella che anche a me sembrava un’esperienza inspiegabile. Ho trovato un riscontro pazzesco con quello che hai scritto sullo sperimentare l’Amore, talmente tanto amore da piangere.
Grazie.
Evviva, grazie a te Lu!