La paura della morte, il virus e i funghi magici


Le maggiori paure che si sperimentano durante una intensa esperienza coi funghi magici sono sostanzialmente 3: paura di soffrire, paura di impazzire e paura di morire.

Se rispetti dosi e set & setting l’esperienza coi funghi sarà sempre sicura, quindi nessun rischio di impazzire e di morire, mentre la sofferenza è legata alla resistenza che opponiamo a lasciare andare e seguire il flusso del viaggio interiore. Non importa se è una sofferenza fisica, anche questa è sempre causata da fattori emozionali e mentali. Se rispetti il set & settingOpens in a new tab. non assumerai nulla in presenza di determinate patologie, quindi azzererai qualsiasi rischio fisiologico.

La morte non mi riguarda

Ma nonostante ciò la paura di morire durante un viaggio prima o poi si presenterà, con la forza di convinzione e intensità che solo i funghi – e gli psichedelici in genere, compresa l’ayahuasca – sanno realizzare. I quei momenti ti confronterai con l’addio alla vita e non sarà un concetto intellettuale come quello che stai provando adesso che leggi, ma sarà il momento della tua morte.

È diverso il semplice pensare alla morte verso lo sperimentare il momento del passaggio, sentire il gelo nelle ossa, il respiro che si assottiglia, e soprattutto la mente che vive i suoi ultimi istanti di vita su questo pianeta. Per molti questo è un momento di terrore, per altri invece di beatitudine. Perché? Il problema è ancora una volta di resistere a quello che succede, che non ti permette di accogliere il messaggio che l’esperienza ti sta dando in quel momento. La chiave per vivere bene qualsiasi esperienza intensa è restare qui e ora con quello che c’è, mentre rifiutare o scappare non farà altro che peggiorare la situazione e l’intensità della paura.

La morte mi riguarda

L’esperienza della morte in quel momento può essere il messaggio che ti serve per tornare a vivere pienamente! Fino a che la morte è qualcosa che riguarda solo gli altri – assurdo ma vero, è così per la quasi totalità degli esseri umani – noi ci rapporteremo con la vita in modo incompleto, perché escludere la morte dalla vita è una menomazione della vita stessa. La prova di questo è semplice: chi ha paura della morte non vive bene la vita, e viceversa.

Quindi il fungo può farti vivere la morte solo per farti prendere contatto con qualcosa che inevitabilmente un giorno arriverà, e questa esperienza può essere quello che ti serve in quel preciso momento per determinare un punto di svolta nella vita. Trovarsi faccia a faccia con la morte è qualcosa che determina un cambiamento fondamentale, almeno nella maggior parte delle persone, ma è anche vero che alcuni si affrettano a nascondere in profondità questo evento e a fare finta che non sia mai successo. Problema solo rimandato, ovviamente.

Altri invece vivono quel momento senza paura, anzi, il racconto successivo alla fine del viaggio è di un’esperienza tra le più importanti, spesso la più importante della propria vita, in assoluto la più spirituale. Non lo dico io, che pure l’ho vissuta, ma una ricerca fatta su quasi 2000 persone che avevano vissuto un bad trip. Magari hanno provato tanta paura, ma a un certo punto è scattato un clic e l’esperienza si è trasformata e ha insegnato loro qualcosa di molto importante, ed è così se oltre il 47% di chi ha fatto un bad trip lo rifarebbe senza esitare.

Esperienza trasformativa

Devi ricordare che stiamo parlando di funghi magici, che sono materia vivente completamente naturale, non sono soltanto una sostanza chimica. Esiste intelligenza e saggezza nel mondo vegetale, quindi quello che vivi durante un viaggio difficile è sempre guidato da un’intelligenza consapevole e amorevole, che ti proporrà – mai a caso – quello che più ti serve. Infatti i malati terminali che hanno avuto la fortuna di fare un’esperienza con una dose importante – mediamente 22 mg. di psilocibina – in oltre l’80% dei casi sono tornati dal viaggio – assistito da terapeuti – senza più paura della morte. Un numero straordinario per un risultato che ha del miracoloso.

Forse qualcuno di loro avrà avuto un bad trip, di sicuro ci sono stati impegnativi confronti interiori, ma quello che conta è cosa porti a casa dopo il viaggio come realizzazione permanente. Nel caso dei malati terminali è evidente l’intelligenza del fungo, che li ha portati a comprendere la cosa più importante: la morte non esiste.

Questa realizzazione è frequente in chi assume dosi medio-alte di funghi, soprattutto in chi li usa per fare un percorso di autoconoscenza. È nota l’importanza dell’intenzione che metti nell’affrontare un viaggio coi funghi per portarti a un’esperienza di un certo tipo. Vedi questo articoloOpens in a new tab. per capire come la cerimonia sia uno strumento per parlare in modo intenzionale al tuo inconscio, e per orientare le esperienze che farai. Naturalmente non hai la garanzia di poter fare il viaggio che vuoi, il fungo potrebbe avere altri programmi per te, ma di sicuro la determinazione – e disponibilità – a mettersi in gioco per comprendere, prima o poi porta a grandi risultati.

Il virus

Arriviamo adesso alla paura di morire più di attualità, quella legata alla cosiddetta pandemia da coronavirus. Non sono un medico, virologo o epidemiologo, ma non per questo non posso farmi domande e poi cercare le risposte, come qualsiasi essere umano normalmente curioso.

Sono dati ufficiali quelli sul gran consumo di farmaci di tutti i tipi, tra cui in grande aumento tutti gli psicofarmaci, insieme a condizioni di alimentazione ben poco sane, sia per cosa si mangia ma anche per la qualità di quello che si mangia. Tempo fa ero seduto al sole con un’amica a chiacchierare, seduti su una panchina sul lungomare, quando improvvisamente ci siamo resi conto di quanti uomini e donne ci passavano davanti con la panza. Ci passeggiavano davanti e abbiamo cominciato a osservare che erano la maggioranza, l’età era una discriminante poco influente.

Lo possiamo vedere coi nostri occhi che mediamente siamo poco sani, sia fisicamente che mentalmente, e se consideriamo anche i vari tipi di inquinamento a cui siamo esposti, si capisce bene come una patologia virale o batterica possa avere terreno fertile per attecchire. Ora è il momento di un virus che stranamente attacca proprio i polmoni – nel paragrafo seguente capirai perché è strano – mentre i media diffondono numeri impressionanti, ma ancora di più impressionanti sono i modi in cui questa comunicazione viene fatta, vero terrorismo mediatico.

Risposta biologica sensata

Secondo le 5 Leggi Biologiche del Dr. Ryke Geerd Hamer la paura di morire si manifesta come patologia ai polmoni, tutti i tumori ai polmoni sono sempre causati da uno shock legato alla paura di morire. Leggi questo bellissimo libro divulgativoOpens in a new tab. per conoscere questo argomento fondamentale, dovrebbe essere obbligatorio in tutte le scuole. Ora puoi capire come il cerchio si chiude. Sono certo che i morti sarebbero stati molti meno se non si fosse aggiunta la paura di morire indotta da una comunicazione mediatica irresponsabile ma intenzionale. Non credo alla correttezza e all’interpretazione dei numeri diffusi, ma è una mia opinione, mentre il modo in cui si sta comunicando è letteralmente criminale, è così evidente l’obiettivo di fare paura alle masse che mi sorprende non sia sospetto ai più. Un virus che colpisce i polmoni, la paura di morire viene grandemente amplificata dai suoi collegamenti simbolici inconsci e fisiologici.

Psiconeuroendocrinoimmunologia, effetto nocebo, depressione dell’umore e del sistema immunitario, inquinamento elettromagnetico (5G?), reazioni avverse ai vaccini, scie chimiche, lavaggio del cervello, ministero della verità, pareggio di bilancio, i mercati, la censura. Sono solo alcuni termini messi non a caso, le cose sono evidenti ma bisogna collegare i puntini per avere la visione di insieme. Diffondere paura per controllare le popolazioni è sempre stato utilizzato dal potere, perché mai adesso dovrebbe essere un’eccezione? Se ci pensi è dal 2011 che chi ci governa non è più stato eletto dal popolo, questa non è esattamente democrazia…per non dirla chiaramente con un’altra definizione.

La verità sugli psichedelici

Complottismo? “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, diceva Giulio Andreotti, e lui non era noto per fare voli pindarici. Ma come si collega tutto ciò ai funghi magici? Vediamo: perché secondo te sono nella stessa tabella delle droghe con l’eroina? Non è vero che diano dipendenza e che non abbiano nessuna utilità medica, sono affermazioni false perché le loro qualità oggettive sono note fin dagli anni ‘60 del secolo scorso, e le ricerche più recenti lo confermano. E quali sono gli effetti tra i più importanti degli psichedelici se non quelli di farti mettere in discussione i fondamenti stessi della realtà personale e sociale? Non è successo questo con i figli dei fiori che si ribellavano al punto che il governo americano cominciò a temere la rivoluzione?

Le più potenti esperienze mistiche e di contatto col Divino sono facilmente accessibili a chiunque provi i funghi, ed è sufficiente una volta per capire come la incredibile bellezza del mondo sia inquinata dalla paura e dal dolore, quelli sì frutto di un’allucinazione collettiva. Prendi i funghi e apri gli occhi, ti confronti con la morte e capisci che non c’è più nulla da temere, che tutto è perfetto e che nulla succede mai per caso, neppure il momento della tua morte.

La verità sulla paura

Se ho paura di morire e credo a tutto quello che mi dice la televisione, non mi basterà una mascherina per salvarmi, i virus hanno dimensioni nell’ordine dei milionesimi di millimetro mentre i pori dei filtri delle comuni mascherine sono un ostacolo come lo è una cancellata per una zanzara.

È la paura che ci frega, ma non basta dire “non ho paura” per considerarsi salvi, solo aprire gli occhi – e il Cuore – ci può salvare. Finché penso di essere il mio corpo fisico e che il passaggio su questo pianeta sia dovuto al caso, è inevitabile che proverò sempre paura, pensaci.

Leggi sempre le AVVERTENZEOpens in a new tab.!

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DM Tripson

DM Tripson ha pubblicato i suoi primi racconti a 15 anni, sicuro di diventare presto uno scrittore, ma dopo qualche decennio speso a fare tutt’altro alla fine aveva rinunciato. Un giorno ha scoperto i funghi magici, un incontro straordinario, di quelli che ti cambiano la vita. The Magic Mushroom User's Guide - edizione italiana è stato scritto a quattro mani con i funghi, senza di loro non sarebbe mai nato.

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