La Mappa Psichedelica per il Risveglio della Coscienza


Se tu fossi paracadutato in una giungla e potessi portare con te solo un oggetto, cosa sceglieresti? Io non ho dubbi: prenderei una mappa.

Lo stesso vale quando entri in un’esperienza psichedelica: sei paracadutato dentro te stesso. Il viaggio sarà come sarà e non puoi saperlo prima. All’inizio tutti hanno un po’ di paura, perché si teme sempre ciò che non si conosce. La mappa non è il territorio, ma ti aiuta a orientarti e a evitare i maggiori problemi che potresti incontrare se ti addentrassi senza sapere nulla di ciò che ti aspetta.

I funghi magici sono inutili

Chi mi conosce sa che ripeto spesso: «Se una capra prende i funghi magici, durante l’esperienza resterà una capra e dopo l’esperienza continuerà a essere una capra».

C’è una differenza abissale tra l’assunzione di una sostanza psichedelica da parte di Aldous Huxley e quella di una persona che usa droghe solo per scopo ricreativo. Se il primo, dopo il viaggio, scrive Le Porte della Percezione, il secondo continuerà la sua vita come se nulla fosse accaduto, o addirittura peggio di prima se ha vissuto un “bad trip”.

Un’altra frase che ripeto spesso è: «I funghi magici sono inutili». È solo un altro modo per dire la stessa cosa della capra. Se hai la zucca vuota i funghi non servono a nulla, così come non serve nessuna sostanza psichedelica.

Nel viaggio psichedelico dovresti portare con te ciò che hai studiato e praticato: meditazione, yoga, esercizi di presenza e soprattutto le domande a cui stai cercando risposta. La dimensione psichedelica è uno spazio fuori dagli schemi emotivi e mentali ordinari, fuori dallo schieramento duale che agiamo costantemente. Per questo è più facile collegare in modo intuitivo le idee e le informazioni accumulate nello studio e nella pratica quotidiana: il materiale cognitivo di cui hai riempito la zucca altrimenti vuota!

Noi viviamo costantemente immersi in un paradigma duale, che ci limita al solo “capire” mentale ma che ci impedisce di “comprendere”. Perché capire e comprendere non sono la stessa cosa: uno è mentale, l’altro è intuitivo. Il problema è che siamo tutti identificati nella mente, che ha caratteristiche e limiti che devono essere conosciuti affinché la si possa riconoscere quando è in azione.

Quante volte subisci i pensieri che hai? Da dove vengono? Se avessi la mappa giusta!

Il post parla proprio di questo: di come le mappe siano lo strumento migliore per esplorare territori che non possono essere descritti razionalmente. Sono un’interfaccia che rende percorribili strade che non possono essere comprese in uno stato di coscienza ordinario.

La metafora è un tipo di mappa, così come lo erano le parabole di evangelica memoria. Quando il linguaggio non è sufficiente per descrivere qualcosa che si trova oltre ciò che noi chiamiamo “realtà”, le mappe ci forniscono riferimenti per navigare ed esplorare in sicurezza terre sconosciute e affascinanti – e per molti spesso anche inquietanti.

Le mappe sono strumenti cognitivi che bisogna saper usare. Sono le “istruzioni per l’uso” che ci dicono cosa e come fare per viaggiare in sicurezza e con fiducia, e portare a casa comprensioni utili per la vita quotidiana.

Gli psichedelici non sono farmaci

Recentemente stavo rileggendo per la seconda volta il meraviglioso libro di Stanislav Grof, Psicoterapia con LSD. Con mia grande sorpresa mi sono accorto di un’informazione fondamentale che nella prima lettura mi era completamente sfuggita. È ben visibile già nell’introduzione, a pagina 11, dove Grof afferma che le sostanze psichedeliche (psilocibina, mescalina e LSD) non hanno nessun effetto farmacologico specifico.

Questa è un’informazione rivoluzionaria. Se l’aspirina fluidifica il sangue e ogni farmaco produce effetti farmacologici precisi, questo non vale per gli psichedelici.

«Ma la dilatazione delle pupille?» Sì, avviene… ma anche no. Così come può capitare che una dose congrua non produca alcun effetto psichedelico (l’ho sperimentato anch’io). Grof racconta di pazienti psichiatrici a cui ha somministrato oltre 1000 microgrammi di LSD senza che si producesse alcun effetto psicoattivo, come se avessero bevuto semplice acqua fresca.

Grof prosegue dicendo che gli psichedelici classici sono sostanze che catalizzano e amplificano i processi psichici del soggetto, ma non hanno effetti propri se non quelli legati al soggetto e alle circostanze in cui sono assunti.

Set, Setting e Musica: le tre energie che determinano il viaggio

L’effetto che sperimenta l’assuntore non è quindi determinato dalla sostanza, ma da tre elementi: dal set & setting e dalla musica scelta per accompagnare il viaggio.

Bingo. Avevo trovato la più autorevole conferma di ciò che avevo già scritto nel mio secondo libro, L’Esperienza Psichedelica – Preparazione e Integrazione, che tratta proprio di questo: presenta un modello preciso di organizzazione del set & setting per ottenere specifici stati di coscienza finalizzati a conoscere sé stessi. Anche la musica è definita da alcune caratteristiche che la rendono adatta o inadatta ad accompagnare il viaggio psichedelico.

Temet Nosce: l’unica meta che vale la pena perseguire

Dopo la pubblicazione del secondo libro ho proseguito la mia ricerca teorico-pratica e sono arrivato a conclusioni più avanzate, che rendono più semplice percorrere la strada che porta all’unica meta che valga davvero la pena perseguire nella vita: conoscere sé stessi.

Temet Nosce scritto sulla copertina dei miei libri non è un semplice slogan, ma la declinazione latina dello stesso concetto: Conosci te stesso!

L’oracolo di Delfi e Socrate completavano l’affermazione «conosci te stesso» (in greco gnóthi seautón) con queste parole: «per conoscere l’Universo e gli Dei». Cosa significa? Che il “dentro” e il “fuori” sono la stessa cosa. Ciò che ho dentro è uguale all’Universo in cui vivo, e questo è il motivo per cui la tua realtà è esattamente come la stai vivendo. Il fuori è determinato dal dentro: il fuori è lo specchio di ciò che sei dentro.

La realtà percepita è uno specchio e non ha reale consistenza. O, per dirla con la tradizione vedica, è Maya, cioè illusione. Anche la fisica quantistica sostiene la stessa cosa.

Gli psichedelici possono aiutarci a vedere la vera realtà, quella nascosta dall’illusione di Maya, e facilitare un temporaneo risveglio: diventare colui che si sveglia dalla realtà illusoria in cui tutti viviamo come in un sogno, per vedere finalmente le cose come realmente sono. In sintesi: fare esperienza diretta di un momento di risveglio della coscienza e vedere sé stessi e la realtà per ciò che realmente sono, senza più il velo di Maya che permea la nostra visione.

Carl Gustav Jung ha detto: «Chi guarda fuori, sogna; chi guarda dentro, si sveglia». Lo vedi il collegamento? Stiamo dicendo la stessa cosa.

Come preparare il terreno per un momento di risveglio

Gli psichedelici sono sostanze che amplificano i processi psichici. L’esperienza dipende quindi dal set (chi sei e come ti senti), dal setting (contesto e situazione in cui vivi l’esperienza) e dalla musica (i brani sono veri e propri portali che ti conducono nel viaggio attraverso una struttura sicura, che ti aiuta a gestire anche i momenti difficili se non hai ancora sufficiente esperienza psiconautica).

È possibile usare lo psichedelico, il set & setting e la musica per svegliarci? Sì, è possibile, ma non è garantito. Dalla dimensione duale non possiamo “fare” nulla per ottenere un risultato non duale: con la mente non posso trascendere la mente stessa. È come volersi staccare da terra sollevandosi con le proprie mani! Devo salire di livello. Però posso facilitare enormemente questo processo preparando il terreno interiore su cui il momento di risveglio possa trovare sostegno.

La cerimonia per me è un setting specifico disegnato per ottenere questo risultato: comprendere cos’è il Risveglio per esperienza diretta, passando dal capire (attraverso letture e pratiche) al comprendere.

La tua mappa personale: la prima e più importante da avere

Prima di tutto è fondamentale capire che l’esperienza psichedelica non è un fenomeno astratto con regole universali che valgono per tutti. Il viaggio psichedelico sei tu: è la manifestazione diretta della tua psiche.

Per questo, se vuoi tuffarti dentro di te, è meglio avere almeno una vaga idea di «chi sono io». Questa è la domanda di tutte le domande, quella che attraversa l’intera storia dell’umanità senza risposte facili e immediate. L’essere umano ha così tanti aspetti che è difficile trovare una sintesi utile, soprattutto nel bel mezzo di un viaggio intenso.

Se il viaggio psichedelico è un viaggio dentro te stesso, allora la prima mappa di cui hai bisogno è proprio una mappa di te stesso: semplice, solida e sempre disponibile, in cui tu possa trovare facilmente i riferimenti necessari per navigare nei reami interiori, qualunque sia la tua situazione durante il viaggio.

Io sono un cartografo. In decenni di lavoro su me stesso ho imparato a tracciarla e la condivido volentieri con chiunque sia pronto a impegnarsi seriamente. Ricorda che questo percorso non è riservato a chi assume sostanze psichedeliche: essendo la vita stessa totalmente psichedelica, è utile a chiunque sia semplicemente vivo e si stia facendo domande sul senso della vita.

Le letture consigliate prima di proseguire

Se vuoi proseguire questo percorso di conoscenza, ti consiglio di leggere (o rileggere) alcuni miei post già pubblicati qui sul blog. Ti prepareranno alla migliore comprensione di ciò che scriverò prossimamente.

Ecco l’ordine più utile:

Nota importante: ti raccomando vivamente anche la lettura del mio secondo libro L’Esperienza Psichedelica – Preparazione e Integrazione. Se leggi quello puoi saltare tranquillamente i post, ma non vale il contrario.

Se hai capito di cosa si tratta e vuoi andare più a fondo, puoi contattarmi per un percorso individuale o anche solo per capire se e come posso aiutarti. Se vorrai contattarmi ti prego di leggere anche il post in cui ti racconto chi sono e cosa faccio. Grazie.

Lo scopo della nostra vita

La sola e unica cosa importante da fare nella vita è svegliarsi, scoprire chi sei e, di conseguenza, scoprire cos’è l’Universo e Dio. Tutto il resto è secondario.

Ogni bene, Mush Love

 

Gli psichedelici in Italia sono SEVERAMENTE VIETATI, inoltre leggi sempre il post dedicato alle AVVERTENZE e CONTROINDICAZIONI

DM Tripson

DM Tripson ha pubblicato i suoi primi racconti a 15 anni, sicuro di diventare presto uno scrittore, ma dopo qualche decennio speso a fare tutt’altro ci aveva rinunciato. Un giorno ha scoperto i funghi magici, un incontro straordinario di quelli che ti cambiano la vita, infatti è solo con il loro aiuto che ha potuto scrivere tre libri e decine di post su questo blog!

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