Non chiamiamoli Funghi Allucinogeni!


Un meme sta girando sulla rete da tempo, è attribuito a Mark Manson, un autore motivazionale americano, e dice così: “Il più grande malinteso sull’LSD è che allucini le cose reali: dinosauri in macchina, ciliegi in salotto. Non è così. L’LSD riguarda la percezione e la prospettiva. Non vedi necessariamente grandi cose che non ci sono. Vedi ciò che è sempre stato lì in una moltitudine di nuovi modi. Gli schemi emergono in tutto. La tua mente enfatizza ciò che sei abituato a ignorare. La realtà si amplifica a un livello sbalorditivo.”

Questa frase ha impatto anche perché usa immagini divertenti, il dinosauro che guida o l’albero di ciliegio in salotto, ma soprattutto fa un’affermazione importante che da tempo ripeto anche io: le sostanze psichedeliche non producono allucinazioni. L’etimologia di allucinogeno (da Wikipedia): dal verbo lat. alucinàri, allucinàri: ingannarsi, derivante dalla radice gr. alùo, alùsso: vaneggiare, esser fuori di sé; quindi è una sostanza che “genera inganni e vaneggiamenti”.

Questa definizione non è corretta se riferita all’esperienza coi funghi psilocybe, che invece ti mostrano con cruda sincerità tutto quello che riguarda te stesso. Come nel meme che riporto all’inizio, si enfatizza e amplifica quello che sei abituato a ignorare, vedi in nuovi modi ciò che c’è, non quello che non c’è.

I funghi “allucinogeni” non ingannano mostrandoti dinosauri che guidano automobili, ma ampliano la tua percezione mostrandoti cose che non vedi più. Ci sono sempre state ma non le vedi, un po’ come cercare gli occhiali da vista che sono al solito posto, sul tuo naso. Potresti perderti a contemplare un albero di ciliegio come se fosse la prima volta che lo vedi, ti restituisce la freschezza dell’osservazione di un bambino, che non mette etichette precostituite su quello che sta vedendo.

Quante volte hai fatto il percorso che da casa ti porta da qualche parte? Ufficio, scuola, supermercato, dove parcheggi l’automobile, ormai non li vedi più, è tutto dato per scontato, in quel percorso non stai più vivendo, sei in un sogno a occhi aperti. La vita è quella cosa che succede mentre stai pensando ad altro. Il fungo ti riporta nel qui e ora, fa un reset del tuo cervello ed elimina quei collegamenti che si sono stabiliti con la ripetizione o in seguito a un evento traumatico.

I funghi sono magici nel trattamento dei disturbi da stress post traumatico, dove nel cervello si è formato una specie di cortocircuito che continuamente ti riporta all’evento e al dolore collegato, facendolo rivivere in continuazione. La stessa cosa succede nelle nostre routine quotidiane, si crea un circuito che non ci permette di uscire dalla ripetizione mentale, che diventa sempre uguale a sé stessa, permettendoci di fare mentre pensiamo ad altro, letteralmente di essere ovunque ma non nell’unico momento che realmente esiste.

Guidare su un percorso abituale, arrivare a destinazione e non ricordare di aver guidato: cos’è se non assenza? Il fungo non ci permette di guidare – è ovviamente vietato – ma spezza quel percorso abituale che riguarda la nostra vita in genere. Una dose di funghi e tutto è nuovo, tutto non è più scontato, diventa fonte di meraviglia e di stupore, le foglie di una pianta finalmente appaiono per quello che sono: un miracolo della vita, connesse alla vita che si manifesta in tutte le forme, ovunque.

Hai preso una dose adeguata di funghi, sale l’effetto e a un certo punto cominci a vedere immagini, scene, situazioni, ed è qui che potresti pensare alle allucinazioni: queste cose che vedo non ci sono! Ma ti sei accorto che questo è quello che facciamo continuamente? Ricordiamo il passato e ci prefiguriamo il futuro, un continuo spostamento della fantasia, quella è sì una vera allucinazione perché nessuno dei due esiste, né il passato e neppure il futuro.

Il fungo in quel momento manifesta la nostra psiche, ma lo fa in maniera significativa, quello che stai sperimentando non è causato da un errare casuale della mente, ma da una saggezza naturale che sceglie intenzionalmente di mostrati proprio quella scena, quella situazione o quella persona. Se ti lasci andare – quasi sempre non puoi fare altrimenti – potrai scoprire dei significati in quello che vedi, ricavandone insegnamenti e comprensioni. Rivivi una relazione con qualcuno, di cui scopri cause ed effetti a cui non avevi mai pensato, ti accorgi di cosa stava realmente succedendo in quel momento con quella persona, vedi profondamente che non stavi rispondendo, ma semplicemente stavi reagendo ciecamente a un rimprovero che magari avevi ricevuto da bambino.

Il fungo non ti fa vedere le cose come al cinema, ma come se fossi l’attore che sta recitando nel teatro della vita, contemporaneamente sei anche lo spettatore e la spalla che recita con te, diventi un “io” diffuso che coglie tutti gli aspetti in una visione simultanea a 360°. Gli psicoterapeuti sono i più sbalorditi dalla capacità del fungo di farti comprendere l’origine del problema portandoti alle vere cause, mostrandoti le vere dinamiche all’origine di tutto. Quando comprendi, tutto si scioglie, la guarigione avviene, che è insieme comprensione e perdono, che è realizzazione che tutto è sempre perfetto, e avviene solo per il nostro beneficio.

Le allucinazioni non esistono in questo magico mondo che si disvela durante un’esperienza psichedelica, smettiamola quindi di chiamarli funghi allucinogeni.

(leggi le AVVERTENZE che trovi QUI)

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DM Tripson

DM Tripson ha pubblicato i suoi primi racconti a 15 anni, sicuro di diventare presto uno scrittore, ma dopo qualche decennio speso a fare tutt’altro alla fine aveva rinunciato. Un giorno ha scoperto i funghi magici, un incontro straordinario, di quelli che ti cambiano la vita. The Magic Mushroom User's Guide - edizione italiana è stato scritto a quattro mani con i funghi, senza di loro non sarebbe mai nato.

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